Comunicato.

Una delegazione del “coordinamento contro la repressione per i diritti” composta da una decina di compagne e compagni si è recata come previsto presso la sede palermitana di Repubblica oggi pomeriggio alle 16:00. La delegazione ha presentato alla stampa il documento (qui allegato) con cui il coordinamento rende pubblici i propri intenti e l’inizio di un percorso politico contro la repressione, in primis contro il pacchetto sicurezza ed il suo esecutore a Palermo: il questore Marangoni.

La delegazione ha avuto modo di presentare la nascita del coordinamento e la sua natura al giornalista Enrico Bellavia, con cui ha interloquito per un ora abbondante durante la quale vari componenti della delegazione hanno messo in rilievo l’importanza della costituzione del coordinamento per unire sempre più forze non solo di militanti politici ma anche via via di settori sociali con il fine di contrastare materialmente i provvedimenti repressivi messi in atto dalle istituzioni come la questura ma anche ad esempio dalla giunta Cammarata con il decreto anti-bivacco.

Tra gli ultimi gravissimi episodi di repressione sono stati ricordati: l’avviso orale contro Pietro Milazzo, l’episodio del 24/05 in occasione della manifestazione per l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, atteggiamento intimidatorio di agenti della digos, polizia e carabinieri verso compagni che esprimono il proprio pensiero in pubblico con volantinaggi ecc. adducendo a regolamenti inesistenti o al mero diktat del questore, la questione dei rottamai, lo sgombero di centri sociali negli ultimi mesi e l’annuncio di prossimi sgomberi verso altri centri sociali o edifici occupati dai senza casa, verso gli studenti dell’Onda e lavoratori della scuola criminalizzati in diverse mobilitazioni, l’intimidazione di alcuni esponenti tamil “colpevoli” di aver ricevuto la solidarietà di alcuni compagni durante le ultime mobilitazioni.

Più in generale il restringimento costante delle libertà di espressione del pensiero e del dissenso a causa delle legislazione sempre più restrittiva che guarda sempre più ad una crescente fascistizzazione della società.

Il giornalista non si è limitato ad ascoltare i membri del coordinamento che hanno preso parola ma ha interloquito mostrando interesse e impegnandosi inoltre a scrivere lui stesso l’articolo tra oggi e domani.

Scesi dalla sede del quotidiano abbiamo notato la presenza di tre individui che aspettavano sotto molto interessati alla delegazione del coordinamento che usciva dalla portineria dell’edificio, uno dei quali munito di videocamera. Guarda caso, dopo una ventina di minuti mentre andavano via, nonostante nessuno della delegazione li conoscesse (se non di vista) hanno accennato un saluto (non corrisposto)…

Il coordinamento si riunirà Mercoledi 1 luglio alle 18:00 in luogo da stabilirsi per decidere circa le prime mobilitazioni e azioni politiche.

Seguiranno aggiornamenti.