“Le grandi opere scollegate dai bisogni reali dei territori e alle reali necessità delle popolazioni interessate garantiscono solo grandi guadagni al capitalismo e devastazione ambientale”. Contro la concezione speculativa di un modello perverso di sviluppo l’8 agosto tutti in piazza a Messina.
Quello che serve realmente per lo stretto è un modello di trasporto pubblico, che passi attraverso il potenziamento e l’ammodernamento dei porti, delle infrastrutture e della flotta navale, con il grande vantaggio di creare nuovi posti di lavoro e non devastare l’ambiente con un’opera che trasformerà in un cantiere infinito tutta l’area interessata.
Quello che serve realmente è anche il reale potenziamento della rete ferroviaria, mentre Treni Italia porta avanti un piano che oltre a cancellare i treni a lunga percorrenza, quelli che collegano direttamente la Sicilia alla penisola, prevede la consequenziale chiusura di officine, di stazioni e di uffici, cioè la perdita di circa 3.000 posti di lavoro.
La Federazione Siciliana dell’FdCA