Da quando gli Stati Uniti e i loro alleati hanno invaso l'Afghanistan la situazione del popolo afghano è peggiorata in tutti i sensi. Bush, per giustificare l'ignobile aggressione, aveva detto di agire in nome “del progresso, del pluralismo, della tolleranza e della libertà”. In realtà, sappiamo bene che la caccia a Bin Laden e “l'esportazione della democrazia” in quel paese erano solo una scusa che nascondeva i reali motivi di quella guerra imperialista: la difesa degli interessi strategici, economici e geopolitici in quella parte del mondo, essenziale per poter contrastare la forza crescente di nuove potenze che minacciano gli interessi degli Stati Uniti e dei loro alleati europei. Tra i motivi addotti vi erano la guerra alla droga e la liberazione delle donne afghane. Per quanto riguarda il primo non risulta che nemmeno un singolo deposito di eroina sia stato colpito o che siano state distrutte piantagioni di papavero da oppio; anzi la produzione dell'oppio è aumentata in maniera esponenziale e fiumi di eroina hanno continuato a scorrere per affluire nelle vene dei disperati di tutto il mondo. Tutto questo sotto gli occhi vigili e protettivi delle forze occidentali. Del resto, un paese in guerra e distrutto come l'Afghanistan l'unica cosa che produce e può utilizzare come bene di scambio con altre merci è proprio l'oppio, che va ad ingrassare la cosiddetta economia legale delle grosse holding finanziarie occidentali.
La liberazione delle donne è l'altra tragica beffa giocata ai danni delle già martoriate afghane. Non solo hanno continuato ad annullare la loro fisicità, il loro essere corpi viventi, dentro gli odiati burqa, ma hanno dovuto subire la violenza brutale degli stupri, l'essere vendute, i matrimoni forzati, la prostituzione, le aggressioni con l'acido. Per non parlare del disastro umanitario in cui versano le vedove di guerra e le donne povere costrette a subire violenze di tutti i tipi. In alcune zone, le donne preferiscono suicidarsi, darsi fuoco piuttosto che sottomettersi ad un regime violento e disumano nei loro confronti, peggiore di quello talebano. Le cifre sono impressionanti, come impressionanti sono le cifre dei morti civili: bambini, donne e anziani uccisi dai bombardamenti dei loro pseudo “liberatori”. C'è una bella intervista, rilasciata da Mariam Rawi, membro del comitato relazioni estere di RAWA, a Peace News circa l'attuale occupazione condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan, molto illuminante per comprendere bene quello che sta succedendo in quel paese e come la situazione delle donne sia peggiorata dal giorno dell'invasione.
Questa guerra insensata e criminale, come tutte le altre guerre che l'umanità ha combattuto nel corso della sua storia, sta lasciando dietro di sé solo morte e vergogna. Vergogna per tutta la società mondiale che assiste passiva senza intervenire in maniera efficace per impedire ai governi di continuare a mietere vittime innocenti, immolate in nome del profitto delle multinazionali, avide e desiderose di impossessarsi delle ingenti ricchezze naturali di quel paese.
Dove sono finiti i grandi movimenti di massa pacifisti organizzati contro la guerra del Vietnam? Dove sono finiti tutti i militanti contro l'imperialismo capitalista e guerrafondaio? Dove sono finiti i menestrelli del “peace, love and freedom” ?
Questa sporca guerra non sembra entusiasmare abbastanza i professionisti del pacifismo militante, se essi non ritengono valga la pena scendere in piazza e ribellarsi contro i loro governi criminali e assassini. Se muore un “bianco occidentale” le pagine dei quotidiani e gli schermi televisivi si riempiono di piagnistei da coccodrilli ipocriti e bugiardi e qualcuno, audace, si spinge fino al punto di chiedere il ritiro delle truppe. In pochi mesi sono morti mille afghani e non gliene ne frega niente a nessuno. La doppia morale dell'uomo bianco. Il Berlusca, per ingraziarsi Bush e mettere la sordina agli scandali che lo riguardano, da perfetto vassallo è andato da Obama per confermargli il suo pieno appoggio e offrirgli ancora più uomini e mezzi. Questo in barba alla Costituzione e con il consenso di tutte le forze politiche italiane. Obama, che in un primo momento sembrava volersi distinguere da Bush e dalle sue politiche aggressive ed imperialiste, in realtà sta confermando e rafforzando la presenza americana ed occidentale in quei territori, senza cambiare nulla.
Non esistono governanti giusti, il volto del potere può essere più o meno gradevole, ma il suo sorriso accattivante nasconde sempre il ghigno della violenza e della sopraffazione; le sue parole gentili camuffano la bugia e l'inganno. Del resto nei paesi cosiddetti democratici, anche l'uomo più potente è in realtà un fantoccio nelle mani dei gruppi economici e finanziari, che agisce per proteggere i loro esclusivi interessi, in nome e a danno di tutto il popolo sovrano.
Il giorno in cui il popolo afghano riuscirà ad organizzarsi per liberarsi dagli oppressori interni e dagli invasori venuti da lontano, sarà un grande giorno per tutta l'umanità. La storia insegna che solo la rivolta contro gli oppressori ridà dignità e libertà agli umiliati. Le donne afghane rivoluzionarie di RAWA, pur nell'isolamento quasi totale, in cui sono tenute dai potenti mezzi di comunicazione internazionali, lottano ogni giorno per conquistarsi la libertà e la dignità calpestata. Il loro coraggio è una sfida continua che non si lascia intimorire da niente e da nessuno. Esse meritano tutta la nostra solidarietà ed il nostro appoggio. Lode alle donne afghane.
Una individualità anarchica siciliana